CARC Party (Italy): Flyer for the October 10 Demonstrations in Solidarity with the Palestinian People

[English]

Flyer for the October 10 Demonstrations in Solidarity with the Palestinian People

Resistance and Counterattack

Three Years Since October 7

On October 7, 2023, the Palestinian Resistance dealt one of the hardest blows in history to the Israeli occupation and the Zionists.

The violent retaliation that followed proves this. The Zionists of the terrorist colony have implemented their own version of the “final solution” against the Palestinian people, compounding the measures of a genocide that has lasted for over eighty years.

The Israeli occupation forces have reduced the Gaza Strip to a pile of rubble and bodies. The Israeli occupation forces and settlers are besieging the West Bank. Yet the Palestinian people exist and resist.

The Resistance has not been annihilated; on the contrary, it has expanded to Lebanon, Iran, Iraq, and Yemen.

Solidarity with the Palestinian people and their Resistance has reached every corner of the world: it has fueled the mobilization of the peoples of oppressed countries and the popular masses of imperialist countries.

Over the past three years, in Italy as well, the solidarity movement with the Palestinian people has catalyzed all the impulses toward mobilization simmering among the popular masses: it has fueled the mobilization against the Third World War, against the war economy and the militarization of society. It has fueled struggles against environmental devastation and repression. It has fueled struggles against the dismantling of the productive apparatus and war conversion, and against the effects of the crisis.

And it has done so because it has been a broad, worker-based, popular, unitary, deeply rooted, and widespread movement.

Just a year ago, millions of people took to the streets to block everything: ports, railways, highways, schools, and businesses to break the complicity of the Meloni government and the Italian state with the ongoing genocide in Palestine.

Just a year ago, a large-scale unitary general strike succeeded in overcoming police intimidation and government impositions, breaking down the barriers erected by the spirit of competition among trade union organizations; in the streets, workers and popular masses once again felt their own strength.

That generosity and combativeness made the Meloni government waver, but did not bring it down. They exposed and cracked the thousand complicities of the Italian state with the terrorist colony of Israel, but did not sever them.

The reasons that drove millions of people to take to the streets, to rise up, and to block everything still fully exist—indeed, they have worsened.

And while the Palestinian people continue to exist and resist, while the Iranian, Lebanese, and Yemeni peoples rise up against Zionism and U.S. imperialists, the revolt is overflowing in European cities, and from Madrid to Paris, from Washington to London, and all the way to Athens, the flag of Palestine is flying everywhere.

Even in our country, fire is smoldering beneath the ashes.

The vast network of trade union and political organizations, of workers’ and popular bodies that were the backbone of last year’s mobilizations, has never stopped mobilizing despite the repression by the Meloni government.

Mobilization is simmering in a thousand forms of resistance against the effects of the crisis and the measures of a government of nostalgics of the Ventennio and accomplices of the Zionists, servants of NATO, the USA, and the EU.

All those political, trade union, and social forces that objectively already constitute a popular front have a responsibility: to cut the tentacles linking our country to the terrorist colony of Israel and the U.S. imperialists. And here and now, this means only one thing: making the country ungovernable for the Meloni government until it falls as quickly as possible. Making the country ungovernable for the Meloni government and any other government of Israel’s accomplices and the puppets of U.S. and EU imperialists.

The strength to do so exists; we saw it last year.

The organization to do so exists; the one we saw last year has even grown stronger.

What is needed, what is decisive, is the clarity and determination to do so. Mobilizing to oust the Meloni government and install a partisan government for Palestine that implements the 1948 Constitution is the clarity that was missing last year and that prevented that massive mobilization from continuing until victory.

Ousting the Meloni government and installing a partisan government for Palestine that implements the 1948 Constitution is the best contribution we can give from Italy to the Palestinian people—who continue to exist and resist.

[Italian]

Volantino per le manifestazioni del 10 ottobre in solidarietà al popolo palestinese

Resistenza e contrattacco

A tre anni dal 7 ottobre

Il 7 ottobre del 2023 la Resistenza palestinese ha assestato uno dei colpi più duri della storia all’occupazione israeliana e ai sionisti.
La violenta rappresaglia che ne è seguita lo dimostra. I sionisti della colonia terrorista hanno attuato la loro versione della “soluzione finale” contro il popolo palestinese, aggravando le misure di un genocidio che dura da oltre ottant’anni.
Le forze di occupazione israeliana hanno ridotto la Striscia di Gaza a un cumulo di macerie e di corpi. Le forze di occupazione israeliana e i coloni stanno assediando la Cisgiordania. Eppure il popolo palestinese esiste e resiste.
La Resistenza non è stata annientata e si è anzi allargata al Libano, all’Iran, all’Iraq, allo Yemen.
La solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza ha raggiunto ogni angolo del mondo: ha alimentato la mobilitazione dei popoli dei paesi oppressi e delle masse popolari dei paesi imperialisti.

Nel corso degli ultimi 3 anni, anche in Italia il movimento di solidarietà al popolo palestinese ha catalizzato tutte le spinte alla mobilitazione che serpeggiano fra le masse popolari: ha alimentato la mobilitazione contro la Terza guerra mondiale, contro l’economia di guerra e la militarizzazione della società. Ha alimentato le lotte contro la devastazione ambientale e contro la repressione. Ha alimentato le lotte contro lo smantellamento dell’apparato produttivo e la conversione bellica, contro gli effetti della crisi.
E lo ha fatto perché è stato un movimento ampio, operaio e popolare, unitario, profondamente radicato ed esteso.

Solo un anno fa, milioni di persone scendevano nelle strade per bloccare tutto: porti, ferrovie, autostrade, scuole e aziende per rompere la complicità del governo Meloni e dello Stato italiano con il genocidio in corso in Palestina.
Solo un anno fa, uno sciopero generale unitario di grandi proporzioni era riuscito a superare le intimidazioni poliziesche e le imposizioni del governo e a rompere gli steccati posti dallo spirito di concorrenza fra organizzazioni sindacali e nelle strade i lavoratori e le masse popolari erano tornate a percepire la loro forza.
Quella generosità e quella combattività hanno fatto vacillare il governo Meloni, ma non lo hanno fatto cadere. Hanno fatto emergere e hanno incrinato le mille complicità dello Stato italiano con la colonia terrorista d’Israele, ma non le hanno recise.
I motivi che hanno spinto milioni di persone a scendere in piazza, a insorgere e a bloccare tutto, sussistono ancora tutti e anzi si sono aggravati.
E mentre il popolo palestinese continua a esistere e a resistere, mentre il popolo iraniano, quello libanese, quello yemenita si sollevano contro il sionismo e gli imperialisti Usa, nelle città europee la rivolta esonda e da Madrid a Parigi, da Washington a Londra e fino ad Atene sventola, ovunque, la bandiera della Palestina.

Anche nel nostro paese il fuoco cova sotto la cenere.
La vasta rete di organizzazioni sindacali e politiche, di organismi operai e popolari che sono stati la spina dorsale delle mobilitazioni dello scorso anno non hanno mai smesso di mobilitarsi nonostante la repressione del governo Meloni.
La mobilitazione serpeggia in mille forme di resistenza agli effetti della crisi e alle misure del governo dei nostalgici del Ventennio e dei complici dei sionisti, dei servi della Nato, degli Usa e della Ue.
Tutte quelle forze politiche, sindacali e sociali, che oggettivamente costituiscono già un fronte popolare, hanno una responsabilità: tagliare i tentacoli che legano il nostro paese alla colonia terrorista d’Israele e agli imperialisti Usa. E questo vuol dire, qui e ora, una cosa sola: rendere ingestibile il paese al governo Meloni fino a farlo cadere il prima possibile. Rendere ingestibile il paese al governo Meloni e a ogni altro governo dei complici d’Israele e dei burattini degli imperialisti Usa e Ue.
La forza per farlo esiste, l’abbiamo vista lo scorso anno.
L’organizzazione per farlo esiste, quella che abbiamo visto lo scorso anni si è persino rafforzata.
Ciò che serve, ciò che è determinante, sono la chiarezza e la determinazione di farlo. Mobilitarsi per cacciare il governo Meloni e installare un governo partigiano della Palestina che attua la Costituzione del 1948 è la chiarezza che è mancata la scorso anno e che ha impedito a quella enorme mobilitazione di proseguire fino a vincere.
Cacciare il governo Meloni e installare un governo partigiano della Palestina che attua la Costituzione del 1948 è il migliore contributo che possiamo dare dall’Italia al popolo palestinese. Che continua a esistere e a resistere.

The World Anti-imperialist Platform