[English]
October 17 and 18, 2026: The Weekend of Protest Against the High Cost of Living
The weekend of October 17 and 18, 2026 saw widespread mobilization across Italy against the cost of living, high fuel prices, and the worsening economic conditions of many families.
Added to Saturday’s “La Via Maestra” demonstration, organized by the CGIL, were protests by thousands of young people, students, and citizens that took place in several cities across the Center-North. In cities such as Milan, Turin, and Bologna, law enforcement charged at the marches and detained dozens of people.
Alongside anger over the cost of living, the squares were filled with demands regarding public services, schools,healthcare, wages, and the anti-popular, warmongering policies of the Meloni government—policies that led to the looting of luxury stores where a jacket or a handbag is worth more than a worker’s wage.
In Milan, the demonstration involved hundreds of people, including many teenagers and very young people. In response to provocations and charges by law enforcement, participants retaliated by throwing stones, bottles, and firecrackers.Fires, property damage, and the detention of over 50 people were reported, many of them minors and mostly of Middle Eastern or African descent. The following day in Piazza Duomo, detentions and identity checks continued, and the “October 17 Movement” was born, announcing permanent weekly mobilizations and claiming the lootings as proletarian expropriation.
In Turin, the march gathered in Piazza Castello and continued through the city center. Here too, participants protested against high fuel prices and the difficulty of making ends meet. Students, collectives, and other organized groups joined the protest. Clashes with the police occurred during the march.
In Bologna, in the area around the station and Piazza Medaglie d’Oro, law enforcement charged demonstrators with water cannons and tear gas; however, protesters did not abandon the square and resisted the provocations for several hours.
In other cities such as Genoa, Florence, and Ancona, popular anger against the high cost of living also took to the streets,as well as in Bergamo and Brescia, where clashes with the police took place.
In Rome, the demonstration organized by the “La Via Maestra” network, supported by the CGIL and numerous associations, saw the participation of over 100,000 people taking to the streets for jobs, peace, the environment, welfare,and the implementation of the Constitution. Demands included wage increases, adequate pensions, measures against precarious work, access to housing, and increased investment in public healthcare and education. From the stage in Piazza del Popolo, Landini proclaimed a general strike for November 20.
Speeches from the square, October 17, ’26 – La Via Maestra
In Calabria and Sicily, truck drivers continued their protests against high fuel prices, raising concerns over the continuity of transport services, and the movement is extending into Campania and other regions.
All the mobilizations of this weekend demonstrate that, from one end of the country to the other, thousands of people want to prevent the Meloni government and the other coalition parties from continuing to govern a country they have allowed bosses and investment funds to plunder through privatizations, closures, and delocalizations. Thousands of people, regardless of their job or the union to which they belong, feel the urgent need to stop them from continuing to cut funds from essential public services to allocate them to wars—wars through which the US and Zionists attempt to exterminate resisting peoples, destroying everything in their path.
Far from shattered windows and looted luxury shops in Milan, this is the real violence that must be criminalized and against which we must unite and organize! It is violence that workers face every day when they cannot make ends meet,and that young people suffer when this society no longer guarantees them any future. It is violence suffered by people who cannot access the national health service within legal timeframes, or directed against the vanguards of the struggle upon whom repression bears down with the goal of “striking one to educate a hundred.”
It is in this spirit and against this violence that a unified response must be mounted against the Meloni government and those who champion “legality” only when it serves the ruling class.
Let us continue the fight and begin building mass participation in the general strike on October 30, called by the USB,which other grassroots trade unions have begun joining, as well as the strike called by the CGIL for November 20—regardless of union affiliation and whether or not the calling union is present in one’s workplace.
This participation must be built by also taking part in the dozens of mobilizations against the high cost of living that will take place over the coming Saturdays in various cities, as well as in all other mobilizations against the anti-popular and warmongering policies of the Meloni government and its allies, such as the upcoming protest on October 24 in Castel Volturno (CE) against the construction of the CPR (Pre-Removal Detention Center).
[Italy]
17 e 18 ottobre 2026: il fine settimana della protesta contro il carovita
Il fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026 ha visto in Italia un’ampia mobilitazione contro il costo della vita, il caro carburanti e il peggioramento delle condizioni economiche di molte famiglie.
Alla manifestazione “La Via Mestra” di sabato, promossa dalla Cgil, si sono sommate le proteste di migliaia di giovani, studenti e cittadini che si sono svolte in diverse città del Centro-Nord e dove, come a Milano, Torino e Bologna, le Forze dell’Ordine hanno caricato i cortei e fermato decine di persone.
Accanto alla rabbia per il carovita le piazze si sono riempite di rivendicazioni relative ai servizi pubblici, alla scuola, alla sanità, agli stipendi e alle politiche antipopolari e guerrafondaie del governo Meloni che hanno portato a saccheggiare negozi di lusso dove una giacca o una borsa valgono più del salario di un operaio.
A Milano, la manifestazione ha coinvolto centinaia di persone, tra cui tanti ragazzi e giovanissimi. Alle provocazioni e alle cariche delle Forze dell’ordine è stato risposto col lancio di pietre, bottiglie e petardi. Sono stati segnalati incendi, danneggiamenti e il fermo di oltre 50 persone molte delle quali minorenni e soprattutto dai tratti mediorientali o africani. Il giorno dopo in piazza Duomo sono continuati fermi e identificazioni ed è nato il Movimento 17 ottobre che ha annunciato una mobilitazione permanente ogni settimana rivendicando i saccheggi come esproprio proletario.
A Torino, il corteo si è concentrato in piazza Castello ed è proseguito attraverso il centro cittadino. Anche qui i partecipanti hanno contestato il caro carburanti e le difficoltà di arrivare alla fine del mese. Alla protesta si sono uniti studenti, collettivi e altri gruppi organizzati. Nel corso del corteo si sono verificati scontri con la polizia.
Anche Bologna nella zona della stazione e piazza Medaglie d’Oro le Forze dell’Ordine hanno caricato con idranti e lacrimogeni i manifestanti che non hanno abbandonato la piazza e hanno resistito per diverse ore alle provocazioni.
Anche in altre città come Genova, Firenze e Ancona la rabbia popolare contro il carovita è scesa in piazza come a Bergamo e Brescia dove ci sono stati scontri con la polizia.
A Roma, la manifestazione della rete «La Via Maestra», sostenuta dalla CGIL e da numerose associazioni, ha visto la partecipazione di oltre 100.000 persone, scese in piazza per lavoro, pace, ambiente, welfare e per l’attuazione della Costituzione. Tra le richieste aumenti salariali, pensioni adeguate, contrasto al lavoro precario, accesso alla casa e maggiori investimenti nella sanità e nell’istruzione pubbliche. Dal palco di Piazza del Popolo Landini ha proclamato lo sciopero generale per il 20 novembre.
Interventi di piazza 17 ottobre ’26 – La via Maestra
In Calabria e Sicilia è proseguita inoltre la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti, con preoccupazioni per la continuità dei servizi di trasporto e si sta estendendo anche in Campania e in altre regioni.
Tutte le mobilitazioni di questo fine settimana sono la dimostrazione che da un capo all’altro del paese sono migliaia le persone che vogliono impedire al governo Meloni e agli altri partiti di Larghe intese di continuare a governare il paese che hanno lasciato saccheggiare da padroni e fondi di investimento attraverso privatizzazioni, chiusure e delocalizzazioni. Sono migliaia le persone che, a prescindere dal lavoro che fanno o da quale sia il sindacato a cui sono iscritte, hanno la necessità di impedirgli di continuare a tagliare fondi dai servizi essenziali per la popolazione per destinarli alle guerre con cui Usa e sionisti provano a sterminare i popoli che resistono distruggendo tutto quello che si ritrovano davanti.
Altro che vetri rotti e negozi di lusso saccheggiati a Milano! Questa è la violenza che bisogna criminalizzare e contro cui è necessario unirsi e organizzarsi! È violenza quella che ogni giorno subiscono i lavoratori, che non arrivano a fine mese, e che subiscono anche i giovani, a cui questa società non garantisce più alcun futuro. È violenza quella che subiscono le persone che non riescono ad accedere al servizio sanitario nazionale nei tempi di legge o quella verso le avanguardie di lotta contro cui la repressione si accanisce con l’obiettivo di “colpirne uno per educarne cento”.
È con questo spirito e contro questa violenza che bisogna dare una risposta unitaria contro il governo Meloni e i sostenitori della legalità solo quando serve alla classe dominante.
Proseguiamo la lotta e cominciamo a costruire la partecipazione in massa allo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato dall’USB, dove altre sigle del sindacalismo di base hanno cominciato a confluire e a quello proclamato dalla Cgil per il 20 novembre. Indipendentemente dal sindacato di appartenenza e a prescindere dal fatto che il sindacato che lo ha proclamato sia presente o meno in azienda.
Un’adesione che va costruita partecipando anche alle decine di mobilitazioni contro il carovita che i prossimi sabati si svolgeranno in diverse città e a tutte le altre mobilitazioni contro le politiche antipopolari e guerrafondaie del governo Meloni e soci come quella del prossimo 24 ottobre a Castel Volturno (CE) contro la costruzione del CPR.


